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#apprendimentoadistanza, “L’isola che c’è”al fianco delle famiglie foggiane a casa

Aprile 16 @ 08:00 am - 05:00 pm

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Sostegno alla relazione tra pari e famiglie, al "contatto" umano e genitoriale, sviluppo di competenze digitali al servizio dell'educazione, della pedagogia, della formazione, trasversali ai target; potenziamento dell'apprendimento attraverso lo sviluppo del pensiero critico; incentivazione alla creatività e all'immaginazione attraverso input multi - disciplinari e sviluppo di connessioni pluri-tematiche. Chi lo ha detto che al tempo del Coronavirus queste competenze non possono essere sviluppate? L’Isola che c’è, il progetto selezionato a Foggia dall’impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha lanciato una nuova modalità di apprendimento a distanza: i laboratori on line. Da casa e collegandosi ad internet, i genitori usufruiscono dei laboratori gratuiti a contatto con gli operatori dell’Isola e dei partner del progetto.

Quattro sono, al momento, i laboratori online realizzati già, che hanno visto una ottima partecipazione delle famiglie: “Letture Piccine” con Milena Tancredi del Polo Bibliomuseale “La Magna Capitana” di Foggia, il laboratorio creativo manuale “La Primavera dentro casa” con l’associazione Arte Fa Re, il laboratorio “Vivere Sano” con l’associazione Sani Stili di Vita e “Giochi d’ombre” con la Piccola Compagnia Impertinente.

Sospendere le attività dei nostri progetti per il bene delle famiglie è stata senza dubbio una priorità necessaria per salvaguardare l’incolumità di tutti, e nel contempo, per noi, un modo per veicolare il messaggio che stare a casa è un diritto per preservare la propria salute e quella dei più piccoli, ma anche un dovere comunitario per proteggere chi è la fuori per noi – spiega Rita Amatore, coordinatrice del progetto -. Reinventarsi con metodo, professionalità, creatività è stato sin da subito il nostro obiettivo, per non interrompere quel filo pedagogico tessuto con i nostri piccoli e per portare nelle loro case un messaggio di cura e presenza rassicurante. Siamo ospiti che entrano nelle case in punta di piedi, con la tenerezza che contraddistingue un caro che è invitato nella propria dimora. Centrale è instaurare una “connessione” con le famiglie che riesca a superare il più possibile la distanza spaziale e crei energia vitale, attraverso la lettura introspettiva, il colore fluido, la manualità generativa, la narrazione animata, l’informazione rispettosa delle emozioni e non divoratrice di paure. Il nostro vuole essere un tocco, un messaggio di presenza. I bambini fanno il resto, con la loro saggezza”.

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